Pratiche Inail Centrali Termiche
Evoluzione e Disciplina Tecnica delle Centrali Termiche: Guida Esaustiva alle Pratiche INAIL e alla Raccolta R
La sicurezza degli impianti termici operanti con acqua calda sotto pressione rappresenta uno dei pilastri fondamentali della prevenzione degli infortuni e della tutela della pubblica incolumità nel panorama normativo italiano. La complessità intrinseca di tali sistemi, derivante dalla coesistenza di rischi legati alla combustione, alla pressione e alle elevate temperature, ha reso necessaria l’adozione di un apparato regolatorio estremamente rigoroso. Al centro di questo sistema si colloca l'INAIL (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro), che ha ereditato le competenze dell'ex ISPESL e dell'ANCC, consolidando una prassi tecnica che trova il suo principale riferimento nel Decreto Ministeriale del 1° dicembre 1975 e nelle specifiche tecniche applicative contenute nella cosiddetta Raccolta R.
Il presente rapporto analizza in modo sistematico e approfondito l'intero iter burocratico e tecnico necessario per la messa in servizio e la gestione degli impianti con potenza superiore a 35 kW, delineando i criteri di dimensionamento dei componenti critici, le logiche di funzionamento dei dispositivi di sicurezza e le implicazioni legali per i diversi attori coinvolti.
Il Quadro Normativo e il Campo di Applicazione
La disciplina che presiede alla sicurezza delle centrali termiche non è un mero insieme di regole burocratiche, ma il risultato di decenni di evoluzione tecnica volta a prevenire eventi catastrofici come lo scoppio dei generatori dovuto a sovrapressione o ebollizione incontrollata. Il perno della normativa vigente è costituito dal Titolo II del D.M. 01/12/1975, il quale stabilisce i requisiti di sicurezza per i generatori di calore alimentati da combustibili solidi, liquidi o gassosi.
La Raccolta R, nell'edizione 2009, funge da braccio operativo di questo decreto, fornendo le formule di calcolo, le specifiche di installazione e i criteri di scelta dei componenti. È fondamentale identificare con precisione il campo di applicazione di tali norme per evitare omissioni che potrebbero comportare gravi sanzioni penali e amministrative.
| Parametro di Applicabilità | Valore di Soglia | Note Tecniche |
|---|---|---|
| Potenza Termica Nominale Complessiva | > 35 kW | Somma delle potenze dei generatori nel locale |
| Temperatura Massima del Fluido | ≤ 110 °C | Oltre tale soglia si applica la Raccolta H |
| Fluido Termovettore | Acqua calda | Sotto pressione, temperatura inferiore a quella di ebollizione |
| Tipologia di Impianto | Centrale termica | Singoli generatori, batterie o generatori modulari |
La Procedura Amministrativa: Dalla Denuncia al Portale CIVA
L'avvento della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione ha trasformato radicalmente le modalità di interazione con l'INAIL. Il sistema cartaceo è stato sostituito dal portale telematico CIVA (Certificazione e Verifica di Impianti e Attrezzature), che centralizza tutte le comunicazioni relative alla messa in servizio, alle verifiche periodiche e alle modifiche degli impianti.
Quando è Obbligatoria la Denuncia
La denuncia dell'impianto all'INAIL non è una facoltà, ma un obbligo di legge che scatta in tre casistiche principali:
- Installazione di un nuovo impianto termico di potenza superiore a 35 kW.
- Modifiche sostanziali ai dispositivi di sicurezza, protezione e controllo di un impianto esistente.
- Sostituzione o modifica del generatore che comporti un aumento della potenza nominale complessiva sopra la soglia dei 35 kW o una variazione della pressione di targa.
La Documentazione Tecnica Obbligatoria
La redazione della pratica INAIL deve essere affidata a un progettista abilitato, il quale deve garantire la conformità delle scelte tecniche alla Raccolta R. La pratica si compone di diversi moduli standardizzati che descrivono analiticamente il sistema :
| Modello | Descrizione | Contenuto Principale |
|---|---|---|
| Modello RD | Denuncia di impianto | Dati anagrafici del titolare e ubicazione dell'impianto |
| Modello RR | Relazione tecnica generale | Descrizione complessiva del sistema e delle logiche di sicurezza |
| Modello RR/gen | Relazione per generatore | Dati tecnici specifici per ogni caldaia o scambiatore |
| Modello RR/circuiti | Relazione per circuiti | Descrizione dei circuiti idraulici intercettabili |
Dispositivi di Sicurezza, Protezione e Controllo
La filosofia della Raccolta R si basa sulla ridondanza e sulla diversificazione dei dispositivi per prevenire situazioni di pericolo. I componenti sono classificati in tre categorie funzionali distinte.
Dispositivi di Sicurezza
Questi dispositivi intervengono meccanicamente per limitare la pressione o la temperatura quando i sistemi di regolazione falliscono.
- Valvola di sicurezza: Ha il compito di scaricare all'atmosfera una quantità di fluido sufficiente a impedire che la pressione nel generatore superi la pressione massima ammissibile.
- Valvola di scarico termico: Fondamentale per i generatori a combustibile solido, interviene dissipando calore tramite lo scarico di acqua calda e il reintegro di acqua fredda quando la temperatura si avvicina al limite di ebollizione.
- Tubo di sicurezza: Utilizzato esclusivamente negli impianti a vaso aperto, mette in comunicazione diretta il generatore con l'atmosfera attraverso il vaso di espansione.
Questi componenti hanno lo scopo di bloccare l'apporto di calore prima che si rendano necessari gli interventi dei dispositivi di sicurezza.
- Termostato di blocco: Dispositivo a riarmo manuale che interrompe l'alimentazione del combustibile o l'aria comburente al raggiungimento della temperatura massima di esercizio.
- Pressostato di sicurezza a riarmo manuale: Interrompe la generazione di calore se la pressione supera un valore prefissato (inferiore alla taratura della valvola di sicurezza).
- Pressostato di minima: Obbligatorio per garantire che vi sia una pressione minima (almeno 0,5 bar) sufficiente a prevenire l'evaporazione locale e garantire il corretto funzionamento delle pompe.
- Flussostato: Interrompe l'apporto termico se viene a mancare la circolazione dell'acqua, condizione essenziale affinché i termostati possano rilevare correttamente la temperatura.
Permettono la visualizzazione costante dei parametri operativi e sono indispensabili per le attività di manutenzione e verifica.
- Termometro: Deve avere un quadrante con scala adeguata (fino a 120-140 °C) e pozzetto per il termometro di controllo dell'ispettore.
- Manometro: Deve indicare la pressione massima ammissibile con un segno rosso visibile e deve essere installato tramite un rubinetto a flangia che consenta il collegamento di un manometro campione durante le verifiche.
Il calcolo della sezione di scarico di una valvola di sicurezza è un'operazione di ingegneria critica che deve garantire lo smaltimento dell'intera potenza termica prodotta dal generatore sotto forma di vapore.
La Capacità di Scarico Nominale
La normativa impone che la valvola sia in grado di scaricare una portata di vapore $Q$ (kg/h) non inferiore al rapporto tra la potenza nominale del generatore $P$ (kW) e il calore latente di vaporizzazione, assunto convenzionalmente pari a 0,58 :
Q = P/0,58
Ad esempio, per un generatore da 200 kW, la valvola deve garantire una capacità di scarico di almeno 344,8 kg/h di vapore. Nel caso in cui la potenza termica superi i 580 kW, la portata di scarico deve essere suddivisa tra almeno due valvole di sicurezza.
Calcolo dell'Area dell'Orifizio
L'area della sezione trasversale netta dell'orifizio della valvola $A$ ($cm^2$) si determina mediante la formula analitica riportata nel Fascicolo R.2.A della Raccolta R :
A = {0,005 * Q * F} / {0,9 * K}
I parametri coinvolti sono:
- F: Fattore di pressione, funzione della pressione di scarico (maggiore è la pressione, minore è il volume specifico del vapore e quindi minore l'area necessaria).
- K: Coefficiente di efflusso, un valore sperimentale che indica l'efficienza fluidodinamica della valvola, desunto dal certificato di taratura INAIL.
- 0,9: Coefficiente di sicurezza che riduce cautelativamente il contributo del coefficiente di efflusso.
| Pressione di Scarico (bar) | Fattore di Pressione F (Esempio) | Riferimento Tecnico |
|---|---|---|
| 1,0 | 1,80 | Tabella 2 - Fascicolo R.2.A |
| 3,0 | 1,00 | Tabella 2 - Fascicolo R.2.A |
| 5,0 | 0,70 | Tabella 2 - Fascicolo R.2.A |
Dimensionamento dei Vasi di Espansione
Il vaso di espansione previene l'insorgere di pressioni pericolose assorbendo la dilatazione volumetrica dell'acqua dovuta al riscaldamento. Il volume di espansione V_E dipende dal volume totale dell'impianto V_A e dal coefficiente di espansione n :
V_E = V_A * {n} / {100}
Il Coefficiente di Espansione n
Il coefficiente n viene calcolato in base alla temperatura massima ammissibile t_m (°C), che corrisponde solitamente alla temperatura di taratura del termostato di blocco aumentata della tolleranza :
n = 0,31 + 3,9 * 10-4 * (t_m)2
Si noti che per una temperatura di 100 °C, il valore di n è circa 4,21, il che rappresenta un incremento significativo rispetto al coefficiente forfettario di 3,5 utilizzato nelle edizioni pre-2009 della Raccolta R.
Volume del Vaso di Espansione Chiuso
Per i sistemi a vaso chiuso con diaframma (membrana), il volume nominale $V_n$ del serbatoio deve essere superiore al volume di espansione per compensare la presenza del cuscino di gas precaricato :
V_n ≥ {V_E}/{1 - {P_1}/{P_2}}
Dove:
- P_1 è la pressione assoluta di precarica (bar), pari alla pressione idrostatica nel punto di installazione aumentata di almeno 0,15 bar (minimo 1,5 bar assoluti).
- P_2 è la pressione assoluta di taratura della valvola di sicurezza (bar), corretta per l'eventuale dislivello tra vaso e valvola.
Circuiti a Vaso Aperto e Vaso Chiuso: Analisi Tecnica e Differenze
La scelta della tipologia di espansione incide profondamente sulla configurazione della centrale termica e sulla scelta degli accessori.
Impianti a Vaso Aperto
Questa configurazione prevede che l'acqua dell'impianto sia a diretto contatto con l'atmosfera attraverso un serbatoio posto nel punto più alto del sistema.
- Vantaggi: Sicurezza intrinseca contro l'ebollizione (il vapore può sfogare liberamente) e funzione di degasatore naturale che facilita l'eliminazione dell'aria disciolta.
- Svantaggi: Infiltrazione costante di ossigeno che può alimentare fenomeni corrosivi se non si adottano trattamenti chimici adeguati; necessità di tubazioni di sicurezza e carico protette dal gelo; ingombro architettonico del vaso sul tetto.
- Dimensionamento Tubi: Il tubo di sicurezza deve avere un diametro interno D_s ≥ 15 + 1,4 * √{P} (minimo 18 mm), mentre il tubo di carico D_c ≥ 15 + 1,0 * √{P} (minimo 18 mm).
Negli impianti a vaso chiuso, l'acqua è separata dall'atmosfera da una membrana elastica posta all'interno del vaso di espansione.
- Vantaggi: Riduzione degli ingombri (il vaso può essere posto in centrale); assenza di contatto acqua-aria (minore ossidazione); possibilità di operare a pressioni più elevate favorendo la circolazione in edifici alti.
- Svantaggi: Necessità di dispositivi di protezione aggiuntivi (pressostati di minima e valvole di scarico termico) per compensare la mancanza di uno sfogo atmosferico diretto; rischio di rottura della membrana con conseguente perdita di pressione o sovrapressione repentina.
| Caratteristica | Vaso Aperto | Vaso Chiuso |
|---|---|---|
| Posizionamento | Punto più alto dell'impianto | Ovunque (solitamente in centrale) |
| Collegamento atmosfera | Diretto (tubo di sfogo) | Sigillato |
| Rischi principali | Gelo delle tubazioni, corrosione | Rottura membrana, sovrapressione |
| Sicurezza termica | Sfogo naturale del vapore | Valvola scarico termico / VIC |
L'ottenimento della matricola INAIL non esaurisce gli obblighi del proprietario. Gli impianti con potenza superiore a 35 kW (o 116 kW a seconda della destinazione d'uso e dell'amministratore) devono essere sottoposti a verifiche periodiche quinquennali per accertare il mantenimento dei requisiti di sicurezza.
La Verifica di Primo Impianto
Successivamente alla denuncia CIVA, l'INAIL può procedere alla verifica di conformità al progetto. Durante questo sopralluogo, il tecnico verifica :
- Corrispondenza tra lo schema idraulico depositato e l'installazione reale.
- Presenza e corretta installazione di tutti i dispositivi obbligatori (valvole, termostati, pressostati).
- Efficienza dei sistemi di sicurezza (prova di intervento del termostato di blocco).
- Certificazioni e marcature CE/PED dei componenti sotto pressione.
Le verifiche periodiche successive alla prima sono solitamente di competenza delle ASL o delle ARPA territoriali, oppure di organismi abilitati. Il responsabile dell'impianto (proprietario o Terzo Responsabile) deve inoltrare la richiesta di verifica tramite il portale CIVA prima della scadenza del quinquennio. La mancata richiesta della verifica è sanzionabile e può portare alla messa fuori servizio dell'impianto in caso di ispezione da parte delle autorità di vigilanza.
Responsabilità e Quadro Sanzionatorio
La gestione di una centrale termica comporta responsabilità civili e penali significative. La legislazione italiana distingue chiaramente tra le diverse figure professionali coinvolte.
Il Proprietario e l'Amministratore
Il proprietario (o l'amministratore per i condomini) è il responsabile ultimo dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto. In caso di impianti asserviti ad attività con lavoratori, l'amministratore assume gli obblighi del Datore di Lavoro secondo il D.Lgs. 81/08. La mancata denuncia dell'impianto all'INAIL o l'omissione delle verifiche periodiche espone il responsabile all'arresto da 2 a 6 mesi o ad ammende che possono superare i 6.000 euro.
Il Terzo Responsabile
Il proprietario può delegare la responsabilità tecnica a un "Terzo Responsabile", un'azienda abilitata che si assume l'obbligo di garantire l'efficienza e la sicurezza dell'impianto. La delega è valida solo se l'impianto è conforme alle norme; in caso contrario, il Terzo Responsabile deve ricevere l'incarico espresso di procedere all'adeguamento. Il Terzo Responsabile risponde delle sanzioni amministrative per mancata manutenzione (da 500 a 3.000 euro) e per l'omessa comunicazione dell'assunzione dell'incarico agli enti competenti.
L'Installatore e il Progettista
L'installatore è obbligato a realizzare l'impianto a regola d'arte e a redigere la dichiarazione di conformità (Di.Co.) ai sensi del D.M. 37/08. La mancata redazione della denuncia INAIL in occasione dell'installazione è punita con sanzioni da 516 a 2.582 euro. Il progettista, a sua volta, è responsabile della correttezza dei calcoli di dimensionamento e della scelta dei dispositivi di sicurezza.
| Figura | Responsabilità Principale | Riferimento Sanzionatorio |
|---|---|---|
| Datore di Lavoro / Amministratore | Sicurezza attrezzature e verifiche | D.Lgs. 81/08 Art. 87 |
| Terzo Responsabile | Manutenzione e efficienza energetica | D.Lgs. 192/05 Art. 15 |
| Installatore | Conformità installazione e denuncia | D.Lgs. 152/06 e D.M. 37/08 |
L'evoluzione tecnologica ha introdotto componenti che richiedono interpretazioni specifiche della Raccolta R, spesso fornite attraverso circolari chiarificatrici dell'INAIL (es. Circolare 1448/2011).
Generatori Modulari e in Cascata
I generatori modulari, composti da più moduli termici collegati in parallelo, sono considerati un'unica unità se forniti dal fabbricante come tale e dotati di sistemi di sicurezza integrati. Tuttavia, se i generatori sono installati in cascata senza una barriera idraulica, la loro potenza deve essere sommata e i dispositivi di sicurezza INAIL devono essere installati sul collettore di mandata comune, assicurando che nessun generatore possa essere isolato dai dispositivi stessi tramite valvole di intercettazione.
Scambiatori di Calore e Barriere Idrauliche
Un punto cruciale della Raccolta R riguarda gli scambiatori di calore. Se il fluido primario ha una temperatura superiore a 110 °C, lo scambiatore è considerato un generatore e il circuito secondario deve essere denunciato all'INAIL con tutti i relativi dispositivi di sicurezza. Se invece la temperatura del primario è ≤ 110 °C, lo scambiatore non è considerato un generatore ai fini della Raccolta R, ma è comunque necessaria l'installazione del sistema di espansione sul circuito secondario per compensare le variazioni volumetriche.
Integrazione Solare Termica
Gli impianti a pannelli solari rientrano nel campo di applicazione della Raccolta R se la potenza termica totale (calcolata in base alla superficie dei pannelli) supera i 35 kW e se vi è rischio di surriscaldamento del fluido termovettore oltre i 110 °C durante le fasi di stagnazione. In questi casi, è obbligatoria l'installazione di valvole di scarico termico e vasi di espansione dimensionati per sopportare le temperature elevate tipiche dei circuiti solari.
Conclusioni e Raccomandazioni Professionali
La corretta gestione delle pratiche INAIL per le centrali termiche non è soltanto un adempimento burocratico, ma una procedura di garanzia tecnica fondamentale per la sicurezza di edifici e persone. Il dimensionamento rigoroso delle valvole di sicurezza e dei vasi di espansione, basato sulle formule analitiche della Raccolta R 2009, costituisce il cuore della progettazione termotecnica moderna.
L'adozione del portale CIVA ha reso più trasparente il monitoraggio degli impianti, ma ha anche aumentato la responsabilità dei professionisti nella fase di caricamento dei dati e dei progetti. Si raccomanda ai tecnici di prestare particolare attenzione alla scelta dei dispositivi (sempre dotati di marcatura PED e verbali di taratura validi) e alla corretta installazione dei pressostati di minima, spesso trascurati ma vitali per la protezione dei generatori di nuova generazione.
Infine, la distinzione tra circuiti a vaso aperto e chiuso rimane un tema di centrale importanza, specialmente nelle ristrutturazioni di vecchi impianti dove la trasformazione a vaso chiuso deve essere preceduta da un'attenta valutazione della resistenza meccanica delle tubazioni esistenti alla luce delle nuove pressioni di esercizio. La sicurezza in centrale termica si costruisce sulla precisione del calcolo, sulla qualità dei componenti e sulla regolarità delle verifiche periodiche, elementi che insieme formano una difesa invalicabile contro gli infortuni sul lavoro e i danni materiali.